L’autotrapianto di capelli è un tipo di intervento che ha riportato il sorriso a moltissime persone. Si tratta in effetti di una soluzione che se opportunamente e correttamente eseguita, si rivela efficace naturale e permanente, e che può permettere a tante persone di avere di nuovo una capigliatura folta sconfiggendo così una volta  per tutte il problema della calvizie che spesso è fonte di angoscia, di preoccupazione e disagio sociale.

Tuttavia sul trapianto di capelli, ( tecnica chirurgica che se esercitata al meglio comporta risultati duraturi e soddisfacenti), si sentono spesso tantissime opinioni che onestamente non sono affatto rispondenti a verità. Come talvolta avviene, sul web o con il passaparola, vengono diffuse delle vere e proprie leggende metropolitane sul trapianto di capelli, miti che spesso scoraggiano le persone dal tentare di intraprendere questa strada che davvero potrebbe dare loro nuova soddisfazione e anche una nuova vita.

I miti sul trapianto di capelli sono molto diffusi ed in qualche caso hanno anche un fondo di verità ma che poi vengono ingiustificatamente amplificati; in questo modo contribuiscono a diffondere ansie e timori su un intervento che è universalmente apprezzato per la sua funzionalità e per la sua utilità. Per cercare di sminuire e di smontare i miti sul trapianto di capelli, ecco qualche domanda e risposta che permette di fare chiarezza una volta per tutte sull’autotrapianto dei follicoli piliferi e su ciò che realmente è questo intervento al fine di eliminare ansie e paure prive di fondamento.

Tutti i miti sul trapianto di capelli

Il trapianto dei capelli fa male? 

Spesso si sente dire che il trapianto di capelli è una procedura molto dolorosa e che comporta sofferenza. Questo è vero? Fra tutti i miti sul trapianto di follicoli probabilmente questo è uno dei più falsi. Infatti il trapianto di capelli non è affatto doloroso, anche se ovviamente si può provare un po’ di fastidio, si esegue in anestesia locale e durante l’intervento il paziente può guardare la TV. Si tratta comunque di un intervento chirurgico a tutti gli effetti; si pratica una piccola incisione sul cuoio capelluto ( a seconda della tecnica chirurgica utilizzata) ed il paziente non avverte assolutamente nessun tipo di dolore. Certamente è corretto dire che un trapianto di capelli è stancante poiché normalmente richiede 4/ 6 ore per la sua esecuzione. Questo range può variare a seconda della metodica chirurgica utilizzata, della dimensione del trapianto e dal grado di difficoltà che si può incontrare.

Quindi durante il trapianto di capelli non si prova dolore. A fine intervento, terminato l’effetto dell’anestesia si potrà provare un formicolio ed un indolenzimento alla testa, ma nulla di particolare. Se necessario, può essere somministrato un antidolorifico. Si deve fare attenzione  a non picchiare la testa dopo il trapianto di capelli ne grattarla anche se si dovesse avvertire del prurito. Il post operatorio si conclude in tre settimane e si torna a fare una vita completamente normale.

Il trapianto di capelli non funziona

Questa probabilmente è l’opinione di chi ha subito un pessimo trapianto di capelli da parte di chirurghi poco esperti o disinvolti per così dire, e che non avrebbero dovuto operare. Il trapianto di capelli è una procedura chirurgica, e a tutti gli effetti funzionale ed efficace, ma ovviamente deve essere personalizzata alla situazione clinica del paziente che varia da soggetto a soggetto. Facciamo un esempio pratico: se un paziente ha una calvizie molto estesa e pochissime unità follicolari da trapiantare, è evidente che un intervento non potrà avere effetto visibilmente soddisfacente oppure potrà essere effettuato ma non restituirà una capigliatura folta e piena. Come già detto questo dipende dallo stato nel quale il paziente si trova, dalle cause della calvizie, ecc… Tuttavia una brutta esperienza non può certo far passare l’idea che il trapianto di capelli non sia una soluzione efficace o impercorribile, anzi come già detto rappresenta l’unica soluzione per recuperare i capelli in quelle aree dove sono caduti.

Ovviamente devono esistere le condizioni di operabilità che possano assicurare al paziente ed al chirurgo un risultato soddisfacente.

Fare il trapianto di capelli da giovani è meglio 

Questo è uno dei miti sul trapianto di capelli più pericolosi, in senso lato. Molte persone pensano che sia meglio sottoporsi a questo intervento quando si è giovani. Da un lato è assai comprensibile che se un ragazzo di 20 o 25 o 30 anni soffre di alopecia, questo possa condizionare la sua vita sociale e spingerlo a cercare una soluzione nel trapianto di capelli. Ma a quella età la calvizie è molto probabilmente ancora in evoluzione e si rischia che dopo poco tempo dall’intervento altre zone del capo possano subire la caduta dei capelli In quel caso è preferibile integrare al trapianto una terapia medica la cui finalità conservativa permetterà il mantenimento dello status quo. Ovviamente i capelli trapiantati non hanno bisogno di nessun tipo di supporto ne cosmetico ne farmacologico. Quindi non c’è una età “ideale” per affrontare il trapianto di capelli. Ogni Paziente è un caso a se stante, pertanto si deve tener conto sia della condizione oggettiva del paziente in termini di alopecia, sia la possibilità che questa si evolva nonché del disagio palesato dal paziente. Un professionista capace ha bisogno di tutti questi elementi che insieme ad altri suggeriscono il chirurgo su come approcciare il trapianto di capelli riferito a quello specifico paziente.

I capelli dopo cadono di nuovo 

Spesso si sente dire che fare il trapianto di capelli è del tutto inutile perché tanto i capelli cadono di nuovo. Nulla di più falso: i capelli trapiantati crescono esattamente come tutti gli altri. Infatti i bulbi trapiantati hanno  memoria genetica dell’area di provenienza, quindi se l’unità follicolare viene trapiantata in un altro distretto del capo i capelli crescono normalmente e vivono per sempre. Tuttavia possono esserci delle condizioni dove i capelli trapiantati non crescono o cadono poco dopo la ricrescita. I capelli trapiantati temono i traumi ed il calore nelle prime 3 o 4 settimane successive al trapianto. Se il paziente si lava con acqua molto calda e li strofina nei giorni immediatamente successivi all’autotrapianto, le unità follicolari non hanno modo di attecchire quindi non ricresceranno, oppure gli assistenti o il chirurgo in sede di prelievo li hanno danneggiati; in questo ultimo caso i capelli ricrescono con difficoltà fino a cadere definitivamente in pochi mesi. Per Medicina Estetica Migliorini è un punto di orgoglio poter affermare che la nostra capacità di errore al momento del prelievo è intorno allo 0%! (zero).

Quindi è di importanza primordiale che il chirurgo sia estremamente abile ed esperto nell’esercizio di questa disciplina chirurgica e che il paziente si attenga scrupolosamente alle facili ma determinanti indicazioni post operatorie al fine di ottenere una ricrescita completa di tutti i bulbi trapiantati. Come sopra detto questa attenzione deve essere massima nei primi 20 – 25 giorni post trapianto, dopo di che il paziente può tornare e senza nessun limite alle sue consuetudini.

L’autotrapianto funziona solo per gli uomini 

Il mito sul trapianto di capelli per cui solamente gli uomini si possono o si dovrebbero sottoporre al trapianto di capelli dipende dal fatto che la calvizie colpisce quasi sempre soggetti maschili. Quasi sempre l’alopecia androgenetica colpisce un uomo, e quindi sono quasi sempre gli uomini a rivolgersi alle cliniche specializzate o a chirurghi particolarmente formati in questa disciplina chiedendo un  autotrapianto di capelli risolutivo. Questo tipo di alopecia determina l’atrofizzazione dei follicoli piliferi in particolare nel maschio poichè il testosterone, successivamente trasformato in diidrotestosterone (ormone che la la responsabilità della caduta dei capelli) è più presente negli uomini che nelle donne. Tuttavia anche le donne possono essere colpite da alopecia androgenetica ed avere anch’esse bisogno di un trapianto di capelli risolutivo.

L’autotrapianto di capelli è per tutti 

Anche questo in un certo senso è un  mito sull’autotrapianto dei follicoli piliferi, mito che rischia di creare false  aspettative. Soltanto un chirurgo esperto potrà dire, dopo aver visitato il paziente, se è possibile ricorrere al trapianto di capelli e quali saranno i possibili risultati. Se  la zona donatrice è povera e l’area da recuperare molto vasta, quello specifico paziente non è un buon candidato per la correzione chirurgica della calvizie poiché l’esito sarà troppo modesto. In questi casi è preferibile optare per altre soluzioni . Al fine di approdare alla scelta migliore è fondamentale  farsi visitare da un esperto affinchè si possa accedere al consiglio migliore e comportasi di conseguenza.